Intervista al presidente Mauro Dongiovanni e al direttore sportivo Luigi Anastasia della società simbolo della pallavolo casaranese con un occhio al Settore giovanile del Casarano Volley
Nel cuore di Casarano, dove lo sport è passione condivisa e quotidiana dedizione, il Casarano Volley è diventato molto più di una semplice società sportiva: è una vera famiglia per centinaia di giovani atleti e le loro famiglie. Una realtà che ha sempre avuto il coraggio di credere nei propri valori, anche quando il vento soffiava contro.
Dopo tre stagioni da protagonista in Serie A3, la retrocessione avrebbe potuto rappresentare uno stop, ma è stata invece il trampolino per un nuovo inizio. La voglia di ricominciare dalle fondamenta è esplosa con forza, alimentata da una stagione memorabile: la prima squadra ha conquistato Coppa Puglia, Supercoppa del Sud e, nel decisivo play-off contro Altamura, la tanto attesa promozione in Serie B. Il tutto coronato da un Tensostatico gremito, come non si vedeva da tempo.
È proprio da qui che vogliamo ripartire, dando spazio e voce a chi ogni giorno lavora dietro le quinte per coltivare il futuro della pallavolo cittadina. In questa intervista esclusiva, abbiamo incontrato i due principali protagonisti della dirigenza del Casarano Volley per raccontare non solo i recenti successi, ma anche le sfide affrontate e le ambizioni per il settore giovanile.
Presidente Dongiovanni, Casarano Volley è sinonimo di pallavolo a Casarano: in che modo la società è riuscita, negli anni, a costruire un’identità così forte e radicata sul territorio, partendo dal settore giovanile?
Ciò che ci ha animato sin dall’inizio di questa avventura è la passione smisurata per la pallavolo e l’amore per la nostra città, fondamenta indispensabili per portare avanti un progetto sano e duraturo. Abbiamo voluto creare un legame forte con la nostra città per far sì che questo progetto coinvolgesse quante più persone possibili e potesse far parlare di se tramite la voce e gli occhi di tutti i suoi protagonisti. Da subito abbiamo pensato che quel legame che volevamo costruire si sarebbe potuto realizzare solo puntando su un grande settore giovanile perché i ragazzi e le rispettive famiglie sono gli attori principali della comunità.
La scelta di puntare sull’inclusione e sull’avvicinamento alla pratica sportiva, più che su una selezione spinta, sembra andare in controtendenza. È una scelta etica o una risposta concreta ai bisogni della città?
E’ una scelta fortemente voluta da tutta la nostra dirigenza nonostante questa decisione possa, in qualche modo, andare a discapito di una più rapida crescita qualitativa dei singoli e, allo stesso tempo, incontri il grande ostacolo della carenza di strutture in quanto, avendo più atleti da far allenare, è indispensabile poter disporre di quante più palestre possibili. Come detto già prima, la nostra mission è includere, coinvolgere: da attori della società abbiamo l’obbligo di provare ad allontanare dai tanti rischi di oggigiorno i ragazzi inserendoli in un contesto sano in grado di farli maturare come uomini in primis e come atleti subito dopo.
Direttore Anastasia, negli ultimi anni, diversi giovani atleti del vivaio hanno fatto il salto in prima squadra: quanto è importante per voi creare questo collegamento tra il settore giovanile e il vertice sportivo?
E’ l’ambizione a cui aspiriamo da sempre: veder alcuni nostri atleti recitare un ruolo da protagonisti in prima squadra ci fa capire che il lavoro che si sta portando avanti sta andando nella direzione giusta. Poter attingere dalle risorse del settore giovanile è una grande vittoria sia in termini di orgoglio societario che di sostenibilità economica dei campionati di vertice.

Il settore giovanile femminile, pur non avendo una prima squadra di riferimento, continua a registrare numeri impressionanti e cominciano anche i risultati positivi. Qual è il segreto di questo successo?
Nessun segreto: la vera motivazione è da ricercarsi nell’ottimo lavoro che stanno facendo in maniera certosina e professionale i tecnici del settore giovanile. Va a loro il nostro grazie. La società deve essere brava a reclutare gli atleti, a stimolarli nell’avvicinarsi alla pallavolo per creare quel primo contatto che li faccia arrivare in palestra. Una volta giunti lì, la palla passa ai tecnici che hanno il compito di farli appassionare e farli crescere tecnicamente. Se i numeri crescono ed i risulti migliorano, vorrà dire che società e staff tecnico stanno lavorando nel modo corretto.
Presidente, oggi il Casarano Volley è in Serie B, ma ancora non si vedono azioni concrete per il futuro. Che effetto fa dover rappresentare una città senza avere una struttura adeguata a casa propria?
Questa situazione genera in noi tanta delusione e rammarico. Abbiamo constato amaramente come ai nostri appelli sia seguita un’ingiustificata inerzia da parte di chi aveva l’obbligo di attivarsi senza indugi. Purtroppo la carenza o l’insufficienza di strutture è un grande freno alle ambizioni ed ai progetti societari.
Secondo lei, cosa manca davvero a Casarano per diventare una vera città dello sport, capace di valorizzare chi lavora con passione e serietà?
Un’amministrazione che sia attenta al mondo dello sport, che comprenda l’importanza di quest’ultimo ed i benefici che ne possono derivare. Servono amministratori che facciano loro questa mission impegnandosi concretamente a mettere a disposizione delle collettività strutture in grado di valorizzare quelle società e quegli atleti che quotidianamente si sacrificano per inseguire un sogno che molto spesso è costretto ad infrangersi proprio a causa della carenza di strutture.
Direttore, a lei l’ultima domanda, guardando al futuro, quali sono i prossimi obiettivi per il settore giovanile del Casarano Volley? Ci sono nuovi progetti, collaborazioni o sogni nel cassetto che vorresti condividere?
L’obiettivo è quello di migliorarsi in tutti gli aspetti che concernono il comparto del settore giovanile: ogni giorni c’è qualcuno di noi che lavora affinché ciò accada trascurando il lavoro, la famiglia e tanto altro. A breve ci riuniremo per fare un bilancio della stagione sportiva che sta per concludersi e abbozzare le linee guida per la prossima annata.
Una realtà che merita più ascolto (e più spazio)
Il Casarano Volley è la prova vivente che, anche senza strutture adeguate, si può costruire qualcosa di grande con la dedizione, la competenza e la visione. Ma è anche il simbolo di un potenziale che rischia di rimanere inespresso senza il supporto concreto delle istituzioni.
Questa intervista è un invito a guardare oltre il punteggio finale, oltre i titoli: è un appello alla città affinché riconosca e sostenga chi ogni giorno fa crescere i suoi giovani attraverso i valori più autentici dello sport.
Perché lo sport giovanile non è un lusso: è FUTURO. E il futuro, a Casarano, si allena ogni giorno sotto rete.