Atletica

Memorial Paolo Sasso: Casarano protagonista con Nutricati e Corvaglia

I ragazzi di Casarano protagonisti al IV Memorial Paolo Sasso: Nutricati sfiora il podio per 2 centesimi negli 80m, Corvaglia bronzo nei 300 ostacoli. Trionfo della staffetta 4x100 femminile casaranese con oltre 3 secondi di vantaggio, ori per Pasanisi e Andriani.

Giorgio Corvaglia sul podio del Memorial Paolo Sasso con la medaglia di bronzo
Giorgio Corvaglia sul podio del Memorial Paolo Sasso con la medaglia di bronzo

Domenica 10 maggio 2026. Non è stata solo una data sul calendario federale, ma una di quelle giornate in cui il sudore sulla fronte si mescola all’emozione che solo lo sport sa regalare. Lo stadio “Mario Saverio Cozzoli” di Molfetta si è presentato tirato a lucido per il Memorial Paolo Sasso, giunto alla sua quarta edizione e abbinato al decimo ricordo di Giulio Minervini e con una dedica particolare in occasione della Festa della Mamma. Per i nostri ragazzi dell’Atletica Salento, è stata l’occasione per dimostrare che il sacrificio quotidiano sui campi di periferia paga sempre

Un meeting di eccellenza tra tecnologia e memoria

Il livello tecnico della manifestazione, organizzata dall’ASD Polisportiva Paolo Sasso, è stato altissimo. Oltre 400 iscritti provenienti non solo dalla Puglia, ma anche da Calabria e Campania, attirati da una macchina organizzativa impeccabile guidata dal Prof. Antonio Ferrara.

Ma oltre i cronometri e i sistemi di rilevazione APEX, c’era un’aria speciale. Pochi giorni prima, i successi di pilastri della marcia italiana come Antonella Palmisano e Francesco Fortunato avevano acceso una miccia nell’animo dei più giovani. Vedere i nostri Cadetti e Ragazzi entrare in Call Room con quella grinta negli occhi è la risposta più bella a chi pensa che i giovani d’oggi non abbiano passioni.

Samuele Nutricati: un fulmine negli 80 metri

Due centesimi. Samuele Nutricati guarda il tabellone elettronico dello stadio Cozzoli e quel “4°” accanto al suo nome brucia come una ferita. Due centesimi lo separano dal podio. Due centesimi che pesano come un macigno, ma che raccontano anche quanto sia stata vera la sua gara agli 80 metri del Memorial Paolo Sasso di Molfetta.

Accanto a lui, Giorgio Corvaglia stringe la medaglia di bronzo conquistata nei 300 ostacoli. Terzo posto in una gara regionale che ha visto al via i migliori della Puglia. Per due ragazzi di Casarano, cresciuti sulle strade casaranesi e poi maturati sotto i colori dell’Atletica Salento, è una domenica che rimarrà.

Il pullmino che domenica 10 maggio 2026 è partito da Matino e Casarano verso Molfetta portava con sé le speranze di tante famiglie. Quello che è tornato la sera ha riportato risultati concreti, medaglie vere, tempi che parlano chiaro. E la conferma che quando i nostri ragazzi si presentano al via, sanno cosa fare.

Nutricati: il podio sfiorato che fa più male

Samuele Nutricati corre gli 80 metri come sa fare lui: esplosivo, pulito, senza paura. La sua batteria è la seconda, quando lo stadio è già caldo e il pubblico si accalca lungo la pista. Partenza perfetta, accelerazione decisa, passaggio sui 50 metri già in vantaggio. Quando taglia il traguardo, è primo della sua batteria.

Primo. Peccato non aver gareggiato con la prima batteria e forse quei 2 centesimi si sarebbero potuti rosicchiare. Vista la prestazione, Samuele pensa al podio. Magari non all’oro, ma almeno al bronzo sì. Poi arrivano i tempi e la classifica generale si compone. Quarto posto. E quando vede il distacco dal terzo, qualcosa gli si stringe dentro: 0.02. Due centesimi.

Nel mondo dell’atletica, due centesimi sono un battito di ciglia. Sono la frazione di tempo che serve per dire una sillaba. Sono niente e sono tutto, perché nello sport la differenza tra salire sul podio e restare giù la fanno spesso dettagli così piccoli che sembrano crudeli.

Ma Samuele è di Casarano, cresciuto con l’idea che le cose o le conquisti o non te le regala nessuno. E quel quarto posto, per quanto bruci, è comunque un piazzamento di valore in un Memorial Paolo Sasso che ha visto oltre 400 atleti in gara. La frustrazione di oggi sarà la benzina per le prossime gare. E quei due centesimi, prima o poi, li recupererà.

Corvaglia: il bronzo che vale oro

Mentre Samuele mastica amaro per quei centesimi persi, Giorgio Corvaglia può almeno stringere qualcosa di concreto: una medaglia di bronzo nei 300 ostacoli. Terzo posto assoluto in una delle gare più dure dell’atletica giovanile.

Trecento metri con barriere non perdonano niente. Parti forte e rischi di scoppiare nel finale, parti piano e non recuperi più. Giorgio trova l’equilibrio giusto, quello che si impara solo provando e riprovando sul rettilineo di casa fino allo sfinimento.

Partenza pulita, primo ostacolo attaccato con il piede giusto, ritmo costante tra una barriera e l’altra. Sul secondo rettilineo qualcuno prova ad allungare, ma Giorgio ha lavorato troppo in inverno per farsi sorprendere adesso. Terza curva, ultima serie di ostacoli: qui decide chi ha davvero corso e chi ha solo fatto finta di allenarsi.

Quando taglia il traguardo, il cronometro dice terzo. Podio. Sul gradino più basso, certo, ma pur sempre podio regionale. Per un ragazzo di Casarano che tre anni fa si allenava dove capitava, è un risultato che pesa. E che dimostra come l’Atletica Salento sia stata la scelta giusta per crescere.

L’atletica non regala niente. O corri davvero, o i risultati non arrivano. Giorgio lo sa, e quel bronzo se l’è guadagnato ostacolo dopo ostacolo.

La staffetta d’oro: quattro ragazze fanno la differenza

Ma se Nutricati e Corvaglia sono stati i protagonisti individuali della trasferta casaranese, la sorpresa più bella per l’Atletica Salento arriva dalla pista nel momento della staffetta 4×100 femminile. Quattro ragazze: Yasmin Colaianni, Farida Pasanisi, Vittoria Ferramosca, Annalaura Andriani.

Il cronometro finale dice 51.37. Primo posto senza discussioni. Ma è il distacco che racconta la vera storia: il CUS Bari, secondo classificato, arriva a 54.96. Oltre tre secondi di differenza. Nel mondo della velocità, tre secondi sono un abisso.

Colaianni apre con aggressività, Pasanisi allunga sul secondo frazione, Ferramosca tiene il vantaggio, Andriani chiude in scioltezza. Quattro frazioni, zero errori, un risultato che dice una cosa sola: quando queste ragazze corrono insieme, gli avversari possono solo guardare.

Pasanisi: dopo il record, la conferma

Prima della staffetta Farida Pasanisi era già stata protagonista con la sua meravigliosa prestazione nei 300hs. Alla partenza un piccolo peso addosso: quello della super prestazione di 20 giorni fa a Lecce che le metteva sulla testa l’aurea di favorita. Il 44.65 di Lecce è stato un tempo che ha fatto parlare mezza Puglia.

Ma Farida è fatta di quella stoffa che non si sgonfia alla prima pressione. Cronometro finale: 46.01. Primo posto. Non è il record di Lecce, ma è comunque una prestazione straordinaria che le vale l’oro a Molfetta. E soprattutto è la conferma che quel record non è stato un caso: Farida sta vivendo il suo momento migliore, e la stagione è ancora lunga.

Per l’Atletica Salento, vederla correre così forte è motivo di orgoglio. Perché i record regionali non capitano per caso, sono il frutto di anni di lavoro. E quando arrivano da una ragazza cresciuta qui, il valore raddoppia.

Andriani completa il trionfo

Annalaura Andriani completa il quadro perfetto della trasferta. Mentre sulla pista si susseguono le batterie, lei nella pedana del salto in alto prepara il suo momento. E lo fa alla grande: primo posto, un oro che si aggiunge alla medaglia della staffetta e conferma la profondità del suo talento.

Il salto in alto è disciplina di testa oltre che di gambe. Resti lì, davanti alla pedana, mentre gli altri saltano. Aspetti il tuo turno, gestisci l’ansia, ti concentri. E quando tocca a te, devi essere pronta. Annalaura lo è stata.

L’Atletica Salento: la famiglia che permette di crescere

I risultati dei ragazzi dell’Atletica Salento al Memorial Paolo Sasso non sarebbero stati possibili senza una società che ha saputo accogliere i nostri talenti, dar loro struttura, allenatori competenti, possibilità di confrontarsi con i migliori.

E domenica, accanto ai casaranesi, hanno corso anche altri atleti salentini che hanno contribuito al successo complessivo della squadra. Polimeno ha chiuso sesto nei 300 ostacoli cadetti, dimostrando competitività. Yasmine Colaianni, oltre alla staffetta, ha corso anche i suoi 80 metri individuali chiudendo settima.

Sono risultati che costruiscono la solidità di una società. Perché l’atletica è anche questo: creare un gruppo dove ognuno può esprimersi al meglio, dove i talenti possono crescere insieme ai ragazzi di tutto il Salento, condividendo traguardi e allenamenti.

Il ritorno a casa

Domenica sera, sulla statale che riporta da Molfetta verso Casarano, il pullmino dell’Atletica Salento è carico di emozioni. Ma per i ragazzi, questa trasferta ha un sapore speciale.

Samuele ripensa a quei due centesimi. Giorgio guarda la sua medaglia di bronzo. Le ragazze della staffetta si passano lo smartphone per rivedere il video dell’arrivo, quel distacco di oltre tre secondi che ancora sembra incredibile. Farida pensa già alla prossima gara, a come avvicinarsi ancora al suo record.

Sono tutti stanchi, qualcuno ha qualche acciacco, ma gli occhi brillano. Perché quando porti a casa tre ori individuali più una staffetta dominante, un bronzo e un quarto posto che vale quanto un podio, sai di aver vissuto una giornata vera.

Il Memorial Paolo Sasso 2026 rimarrà negli archivi come una delle trasferte migliori per i ragazzi dell’Atletica Salento. Ma la stagione non è finita. E lunedì si ricomincia ad allenarsi, perché i prossimi obiettivi sono già lì che aspettano.

Per una sera, però, va bene godersi quello che è stato. Va bene pensare che quei sacrifici, quegli allenamenti sotto la pioggia, quelle sveglie alle 7 del mattino, hanno un senso. Va bene sentirsi orgogliosi di essere di Casarano, di rappresentare questa città ogni volta che si sale sui blocchi di partenza.

Domenica i nostri ragazzi hanno dimostrato che sì, da Casarano si può arrivare ovunque, aspettando delle strutture adeguate.

La gara di Nutricati

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