Nel mondo della Primavera 4 ogni pallone pesa più di quanto sembri, e Guidonia Montecelio – Casarano è una di quelle partite che, nonostante lo 0-0, resta addosso a lungo. In palio non c’erano solo tre punti, ma un pezzo di identità di due gruppi giovani che stanno imparando a stare dentro le difficoltà, minuto dopo minuto, tackle dopo tackle.
Primavera 4, un 0-0 che racconta molto più del risultato
La parola chiave, qui, è proprio Primavera 4: un campionato spesso lontano dai riflettori, ma dove si costruiscono carattere, coraggio e futuro. A Guidonia, di conseguenza, è andata in scena una sfida intensa, nervosa al punto giusto, segnata dalla pioggia e da un equilibrio che nessuna delle due squadre è riuscita davvero a spezzare. D’altra parte, quando entrambe le formazioni difendono con orgoglio ogni metro di campo, lo 0-0 diventa quasi inevitabile, ma non per questo meno interessante.
Il primo tempo racconta di un Casarano più attento che brillante, capace comunque di costruire le prime fiammate con Sergi dalla distanza e con la coppia offensiva Lubes–De Fano pronta ad approfittare di ogni errore avversario. Proprio da una leggerezza in uscita del Guidonia nasce l’occasione più grande dei rossazzurri: Lubes anticipa Galletti e serve De Fano, che però conclude debolmente col mancino, graziando i padroni di casa. È uno di quei momenti in cui il calcio ti sussurra: “Se non segni adesso, potresti pentirtene più tardi”.
Dall’altra parte, tuttavia, il Guidonia non resta a guardare. Anzi, cresce alla distanza: Trabalza sfiora il gol con un tiro a rientrare, mentre Pepai e Veseli iniziano a prendere le misure alla retroguardia salentina. Colazzo è chiamato al primo grande intervento proprio su un sinistro di Pepai, respinto con personalità. Inoltre, sul finale di tempo, il colpo di testa di Pigliacelli sugli sviluppi di un corner di Maglione esce di un soffio: qui il Casarano balla, ma non crolla.
Guidonia Montecelio – Casarano: duello tattico e nervi saldi
Nel secondo tempo la sfida Guidonia Montecelio – Casarano cambia pelle, ma non sostanza. Il Casarano inserisce Lattante per Trebisonda e prova a dare più spinta sulla corsia destra, mantenendo però un 4-4-2 molto compatto, con Maruccia e Granieri a presidiare il centro e Cucurachi a tenere botta sul lato mancino. Fall, classe 2010, continua a dare energia e gamba sulla fascia, segno di un settore giovanile che non ha paura di lanciare i più giovani in un contesto competitivo.
Il Guidonia risponde con aggiustamenti intelligenti: Trabalza arretra a fare il terzino, Francia e Mazzara entrano per dare più freschezza tra le linee e in mezzo al campo. Di conseguenza, il 4-4-2 iniziale si trasforma spesso in un 4-2-3-1, con Veseli riferimento centrale e Pepai a lavorare molto tra le linee, mentre Maglione continua a cucire gioco e creare superiorità.
Le occasioni, comunque, non mancano. De Fano mette alla prova i guanti di Galletti con un sinistro dal limite, mentre dall’altra parte Veseli ci prova dalla distanza, trovando la deviazione di Granieri che rischia di spiazzare Colazzo. È una partita fatta di dettagli: un controllo orientato mezzo metro più avanti, una lettura difensiva appena in ritardo, una scivolata in più sul campo bagnato.
Nel finale, inoltre, il Guidonia sente l’odore del colpo grosso. La combinazione tra Maglione e Pepai porta quest’ultimo a calciare in area: Colazzo però è ancora una volta reattivo e tiene inchiodato lo 0-0. D’altra parte, nel recupero è ancora Pepai a rendersi pericoloso di testa, ma la mira non è perfetta. Il Casarano si affida alle ripartenze di Lubes e Bianco, senza però riuscire a trovare l’ultimo passaggio giusto.
Primavera 4: cosa lascia davvero questo 0-0?
La Primavera 4, spesso, non va letta solo attraverso la lente della classifica. Questo Guidonia Montecelio – Casarano racconta di due squadre giovani che, pur con limiti evidenti nella gestione dell’ultimo passaggio, mostrano organizzazione, disponibilità al sacrificio e identità. Le ammonizioni a Granieri e Fanelli, entrambe nate da falli “di mestiere”, sono quasi l’emblema di una gara giocata con intensità, ma senza cattiveria gratuita.
Per il Casarano il punto in trasferta, su un campo pesante e contro un avversario tutt’altro che arrendevole, vale comunque qualcosa in termini di fiducia. Inoltre, le prestazioni dei singoli – dalla leadership silenziosa di Maruccia alle corse di Fall – sono segnali importanti per chi guarda al futuro dei ragazzi rossazzurri. D’altra parte, al Guidonia resta forse il rammarico più grande, perché le occasioni nitide nel finale avrebbero potuto trasformare la buona prestazione in un successo pesante.
In un calcio giovanile che ha bisogno di storie, partite come questa diventano capitoli significativi. Non c’è stato il gol da copertina, è vero. Tuttavia, c’è stato tutto il resto: equilibrio, tensione, letture tattiche interessanti, cambi che hanno inciso sulla fisionomia del match e, soprattutto, la sensazione che questi 90 minuti siano un tassello concreto nel percorso di crescita delle due squadre.
Guidonia Montecelio – Casarano 0-0
Primavera 4 – Girone B – 16ª giornata
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Campo: “Città dell’Aria”, Guidonia Montecelio
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Arbitro: Filippo Colao (Roma 1)
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Assistenti: Roberto Vegliarolo, Marius Ciprian Mocanu (Roma 1)
Formazioni
GUIDONIA MONTECELIO (4-4-2)
Galletti; Pompilio (69’ Francia), Bencivenga, Fanelli, Pigliacelli, Di Carlo, Maglione, Peciarolo (69’ Mazzara), Veselji (82’ Ciuffa), Pepaj, Trabalza.
A Disp: Melaranci, Rossi, Crescinbeni, Mazzara, Iannuzzi, Granata, Francia, Leofreddi, Miccoli, Ciuffa, Petrucci, Valenti.
All: Rocchi
CASARANO (4-4-2)
Colazzo; Trebisonda (46’ Lattante), Cucurachi, Maruccia, Granieri; Sergi, Bianco, Corrado, Lubes; De Fano (76’ Montereale), Fall (73’ Gagliano).
A Disp: Polimeno, De Santis, Amato, Galiano, Grasso, Leucci, Lattante, Montereale, Ingrosso, Vitale.
All. Portaluri/Quaranta
Ammoniti
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Guidonia Montecelio: Fanelli.
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Casarano: Granieri.