Il basket, si sa, è lo sport dei parziali e delle emozioni che restano sospese fino all’ultimo decimo di secondo. Tuttavia, quello che è successo ieri a Martina Franca lascia un retrogusto amaro difficile da mandare giù. La UC Academy basket Under 17 esce sconfitta dal parquet della Polisportiva Martina Franca con il punteggio di 66-62, un risultato che non racconta però la reale inerzia di una gara dominata per quasi quaranta minuti.
Un dominio quasi assoluto
Entrare in un palazzetto ostico come quello della Valle d’Itria non è mai semplice, eppure i ragazzi di coach Ferilli hanno approcciato la sfida con una maturità impressionante. Per oltre tre quarti di gara, la UC Academy ha messo in mostra una pallacanestro fluida, fatta di transizioni rapide e una difesa che ha tolto il respiro ai padroni di casa.
Di conseguenza, il vantaggio è lievitato progressivamente fino a toccare il +14 durante la terza frazione. In quel momento, sugli spalti e in campo, si respirava la sensazione di una partita ormai “in cassaforte”. Ma è proprio qui che risiede la crudeltà del basket giovanile: l’eccessiva sicurezza può diventare il peggior nemico quando l’avversario, spinto dal pubblico amico, inizia a rosicchiare punti con la forza della disperazione.
Il black-out e la rimonta del Martina
Cosa succede quando la luce si spegne improvvisamente? Nonostante i continui tentativi di coach Ferilli di mantenere alta la concentrazione, nell’ultimo quarto qualcosa si è inceppato. Il margine, che oscillava tra gli 8 e i 6 punti a favore degli ospiti, ha iniziato a assottigliarsi pericolosamente.
Inoltre, la stanchezza ha giocato un brutto scherzo alla UC Academy, che negli ultimi due minuti ha fallito tre conclusioni ravvicinate che avrebbero potuto chiudere definitivamente i conti. D’altra parte, il Martina Franca è stato cinico nel capitalizzare ogni singola sbavatura difensiva dei nostri, riaprendo una contesa che pareva chiusa a doppia mandata.
L’episodio che ha cambiato la storia
Non si può analizzare questa gara senza citare quello che è accaduto a soli 2 secondi dal termine. In un finale punto a punto, dove ogni fischio (o mancato fischio) pesa come un macigno, un fallo netto su un atleta dell’Academy — un colpo al viso che avrebbe dovuto portare a due tiri liberi vitali — è stato ignorato.
Per quanto lo spirito di serpentelli.it sia sempre quello di non cercare alibi, è innegabile che questa svista abbia pesato enormemente. Tuttavia, come sottolineato dallo staff tecnico a fine gara, la colpa non può ricadere solo su un fischio mancato: una squadra che ambisce al vertice deve avere la forza di chiudere la partita molto prima, evitando di arrivare a giocarsi tutto in un finale convulso affidato alla discrezionalità arbitrale.
Lo sguardo al futuro
Questa sconfitta rallenta la corsa al primo posto e brucia, è inutile negarlo. Eppure, la prestazione per 38 minuti è stata di altissimo livello. La UC Academy ha dimostrato di poter dettare legge ovunque. Ora l’obiettivo è trasformare questa rabbia in energia positiva per le prossime sfide.
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