Quando vincere 84-35 non basta per essere soddisfatti
Ragazzi, che partita! L’UC Academy è andata a Nardò e ha letteralmente dominato i Devils con un 84-35 che non lascia spazio a interpretazioni. Però, e qui viene il bello, coach Ferilli non si è accontentato della vittoria facile. Anzi, ha fatto notare che all’inizio i suoi erano stati “fin troppo rispettosi” degli avversari. Traduzione? Potevamo osare di più, ragazzi.
La verità è che appena i nostri hanno alzato il ritmo, sia in attacco che in difesa, non c’è stata praticamente partita. Velocità, pressing alto e tanta voglia di correre: questo è il basket che piace, quello che mette in difficoltà qualsiasi avversario.
Primo quarto: partenza a rilento, poi il decollo
All’inizio sembrava quasi un’altra partita. Il primo quarto si è chiuso solo 10-11 punti di vantaggio, decisamente poco considerando come è finita. Il problema? Semplice: si creavano occasioni ma la palla non voleva entrare. Sarà stata la tensione, saranno state le gambe fredde, fatto sta che la mira era un po’ ballerina.
I Devils, va detto, hanno giocatori interessanti e per un quarto hanno retto bene. Poi però è venuta fuori la differenza di esperienza e, soprattutto, quando i ragazzi dell’Academy hanno trovato il ritmo giusto, è stato un monologo. Una volta “sistemata la mira”, come dice il coach, è stato un festival del canestro.
Le prove tattiche: quando vincere serve anche per crescere
La cosa più interessante? Coach Ferilli ha approfittato del vantaggio per provare schemi e soluzioni diverse. Non si è limitato a gestire, ha sperimentato. E i ragazzi hanno risposto alla grande, con “belli spunti” e una collaborazione fantastica in campo. Questo significa che il lavoro fatto in settimana sta funzionando.
D’altronde, momenti come questi servono proprio a capire fin dove può spingersi il gruppo, testare i limiti, provare cose nuove. Praticamente, stai vincendo comodo e ne approfitti per fare esperienza. Smart, no?
Un plauso va anche ai padroni di casa che, nonostante il punteggio, non hanno mai mollato. Hanno giocato fino alla fine con la giusta grinta (ok, nell’ultimo quarto si sono arresi, ma chi non l’avrebbe fatto?). Il rispetto per l’avversario è fondamentale, però bisogna sempre mantenere alta la concentrazione. La mentalità vincente si costruisce anche quando sei avanti di 30 punti.
Prossime tappe: Galatina e Gallipoli nel mirino
Adesso però non c’è tempo per festeggiare troppo. Il percorso è quasi perfetto, il gruppo è affiatato e si vede che i ragazzi si impegnano tantissimo in allenamento. Ma arrivano due partite che, sulla carta, sembrano abbordabili: domani c’è Galatina, mercoledì prossimo Gallipoli.
Attenzione però: queste non sono partite da prendere sottogamba. Anzi, sono fondamentali per prepararsi alle “tre finali” del girone che arriveranno a gennaio. Insomma, sono come le prove generali prima del concerto vero e proprio. Servono per affinare gli automatismi e arrivare pronti agli scontri decisivi.
Domani trasferta a Galatina contro la Virtus. Sarà l’occasione perfetta per continuare a migliorare e mettere benzina nel motore in vista di gennaio.
Forza ragazzi, il meglio deve ancora venire!