Cinquantuno punti. Un canestro in più degli avversari. Basta così, perché a volte il basket è crudele nella sua semplicità: vince chi segna un canestro in più, e non importa quanto sia stato tortuoso il percorso per arrivarci.
L’UC Academy Under 15 di coach Ferilli ha portato a casa una vittoria sudatissima sul campo dell’Assi Brindisi, 49-51 il finale, nella penultima giornata della Fase 2 del campionato Under 15 Regionale. Una partita che vale doppio, forse triplo. Perché perdere oggi avrebbe ridotto l’ultima giornata a una formalità amara. Invece no: il 29 aprile al PalaOzan, con fischio d’inizio alle 18:45, l’Academy si giocherà il primo tutto contro la Elite Lecce in uno scontro diretto per il primo posto. Serve vincere con più di sette punti di scarto. Difficile. Ma possibile.
Primo quarto da paura, poi la complicazione
Il match ha avuto un inizio quasi perfetto per gli ospiti. La UC Academy ha aggredito subito, con una difesa alta e transizioni veloci che hanno messo in difficoltà i padroni di casa. Alla fine del primo quarto il punteggio raccontava già qualcosa di importante: vantaggio di nove punti per i ragazzi di Ferilli. Un margine che, in una partita tra Under 15, vale oro.
Ma il basket non si gioca su quarti singoli. E qui viene il punto dolente.
Dal secondo quarto in poi, qualcosa si è rotto nel meccanismo offensivo dell’Academy. I tiri da fuori hanno smesso di entrare. La difesa brindisina ha cominciato a fare male, più organizzata, più fisica. Qualche fischio che non è arrivato ha fatto crescere la frustrazione in campo. Il vantaggio si è assottigliato punto dopo punto, fino a diventare quasi nulla. La partita, com’era prevedibile, si è trasformata in un equilibrio nervoso e continuo.
Il quarto quarto: sotto di tre, poi la reazione
C’è un momento in una partita sportiva in cui si capisce di cosa è fatta una squadra. Per l’UC Academy, quel momento è arrivato all’inizio dell’ultimo quarto, quando Brindisi — terza in classifica, motivata a fare lo sgambetto alla seconda — è riuscita ad andare avanti di tre punti.
Tre punti. In un’Under 15, in trasferta, con le gambe che pesano e i canestri che non entrano. Quella è la situazione in cui molti gruppi di ragazzi cedono mentalmente. Invece i ragazzi di coach Ferilli hanno reagito.
Non in modo spettacolare, intendiamoci. Sono stati commessi tanti errori, tanti canestri sbagliati anche da sotto — quelli che tecnicamente dovrebbero essere i più semplici. Ma la squadra è rimasta lì, attaccata al risultato, senza perdere la bussola. Vantaggio di uno, poi di due. Poi il finale punto a punto, con errori da entrambe le parti, come spesso accade quando la tensione sale e le mani diventano pesanti.
Alla fine: 49-51. Vittoria esterna, tre punti in classifica, e la testa già proiettata all’ultimo atto.
Cosa resta da migliorare — e Ferilli lo sa
Sarebbe sbagliato raccontare questa partita solo come una storia di cuore e resistenza. C’è anche una parte di onestà tecnica che va detta.
L’atteggiamento, nelle fasi centrali della gara, non è sempre stato quello giusto. Quando la stanchezza — fisica o mentale — ha preso il sopravvento, la concentrazione è calata. E in quel momento la squadra ha perso il filo. Non per molto, ma abbastanza da trasformare una partita gestibile in una sofferenza continua.
Quaranta minuti di intensità costante: questo è il mantra che coach Ferilli continuerà a portare negli allenamenti. Perché contro l’Elite Lecce — una squadra che non concederà nulla — ogni calo sarà punito. Non ci sarà il margine per riprendersi come oggi.
Di conseguenza, l’obiettivo della settimana è chiaro: non cambiare il sistema, non stravolgere niente. Lavorare sull’atteggiamento. Sulla continuità mentale. Su quell’interruttore che non deve mai spegnersi.
Verso il PalaOzan: tutto in novantasei ore
Il 29 aprile arriverà in fretta. Pochi giorni, poi il riscaldamento, poi il pallone a due con l’Elite Lecce. La posta in palio è il primo posto del girone.
Bisogna vincere. E vincere largo — più di sette punti di differenza. Non è un’impresa impossibile, ma va detto chiaramente: la Elite Lecce non è avversaria che regala nulla. Sono in zona alta della classifica per una ragione.
D’altra parte, però, oggi l’Academy ha dimostrato di saper reggere la pressione. Di saper stare in partita nei momenti in cui cedere sarebbe stato più comodo. Questo vale qualcosa. Anzi, vale molto.
Il PalaOzan sarà lì. Il supporto del pubblico di casa farà la differenza. E a questa squadra Under 15 basterà fare quello che già sa fare — solo farlo per quaranta minuti interi.