La UC Academy Under 15 cade nella gara d’andata dei quarti di finale regionali Oro contro il Club Giganti Cisternino, ma il 57-66 finale lascia ancora aperto uno spiraglio importante in vista del ritorno. Una partita intensa, fisica, giocata a ritmi alti e capace di raccontare perfettamente il percorso di crescita di un gruppo che, anche nelle difficoltà, continua a mostrare personalità e spirito competitivo.
Perché sì, il risultato premia i brindisini. Tuttavia, dentro questa sconfitta ci sono segnali che vanno ben oltre il tabellone.
Partenza difficile, poi la reazione dell’Academy
L’approccio iniziale non è stato dei migliori. Il Cisternino è entrato in campo con aggressività, pressione costante e grande intensità difensiva. L’Academy, invece, ha impiegato qualche minuto per trovare ritmo e fiducia, concedendo subito un piccolo margine agli ospiti.
Eppure, proprio quando la gara sembrava poter prendere una piega complicata, i ragazzi di coach Ferilli hanno reagito con carattere. La squadra ha iniziato a muovere meglio il pallone, aumentando l’energia difensiva e trovando soluzioni offensive più fluide.
Da quel momento il match è cambiato.
Il gruppo salentino ha iniziato a macinare gioco, recuperando progressivamente lo svantaggio e costruendo possessi di qualità contro una delle squadre più attrezzate del campionato regionale Under 15.
Cera trascina i suoi, ma il finale premia gli ospiti
Nel cuore della rimonta è salito in cattedra Cera, autentico punto di riferimento offensivo dell’Academy. Nonostante le continue attenzioni difensive, spesso addirittura raddoppiato o triplicato, il talento dell UC Academy ha trovato il modo di incidere, caricandosi la squadra sulle spalle nei momenti più delicati.
Ma sarebbe riduttivo parlare di una prova individuale. La vera forza dell’Academy è stata la risposta collettiva. Tutto il gruppo ha alzato il livello dell’intensità, riuscendo persino a costruire un vantaggio importante nel corso del terzo periodo.
Il +9 raggiunto dai padroni di casa aveva dato la sensazione di una gara completamente ribaltata. Il pubblico iniziava a crederci. La panchina trasmetteva energia. L’inerzia sembrava finalmente passata dalla parte dei ragazzi di Ugento e Casarano.
Poi, però, la partita ha preso un’altra direzione.
Pressione, stanchezza e falli: il momento decisivo del match
Il Cisternino ha continuato a pressare a tutto campo per quaranta minuti, mostrando preparazione tattica e grande tenuta atletica. L’Academy, alla lunga, ha pagato lo sforzo fisico accumulato nella rimonta.
Le uscite per falli di Mauramati e dello stesso Cera hanno inevitabilmente cambiato gli equilibri della sfida. Senza due riferimenti fondamentali, i padroni di casa hanno perso lucidità nel finale, mentre gli ospiti hanno sfruttato ogni minima occasione per riportarsi avanti.
L’ultimo quarto ha premiato la maggiore esperienza e continuità del Club Giganti Cisternino, bravo a colpire nei momenti chiave e a gestire il vantaggio fino al definitivo 57-66.
Una sconfitta che pesa, certo. Ma che non cancella quanto di buono mostrato dall’Academy.
Nulla è ancora deciso
Il dato più interessante emerso da questa gara è forse uno solo: l’Academy può giocarsela. E può farlo davvero.
Alla vigilia i favori del pronostico erano tutti dalla parte del Cisternino, squadra costruita per arrivare fino in fondo. Eppure, per lunghi tratti della partita, i ragazzi di coach Ferilli hanno dimostrato di poter competere alla pari contro un avversario fisicamente e tecnicamente molto solido.
Adesso servirà un’impresa nel match di ritorno. Per conquistare la Final Four regionale sarà necessario vincere con almeno dieci punti di scarto. Una missione complicata, senza dubbio, soprattutto in un ambiente caldo come quello di Cisternino.
Però questo gruppo ha già dimostrato durante la stagione di saper sorprendere.
E forse è proprio questo il bello dello sport giovanile: quando tutto sembra scritto, arrivano l’energia, la fame e l’incoscienza dei ragazzi a cambiare le prospettive.
Mercoledì serviranno quaranta minuti perfetti. Serviranno lucidità, intensità e continuità. Ma servirà soprattutto la convinzione di poter ribaltare una serie ancora apertissima.
Perché nove punti, nel basket, possono sparire molto più velocemente di quanto si pensi.